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GIOCO D'AZZARDO,COME RICONOSCERSI E CURARSI: quando il tavolo verde diventa una maledizione
Data : 27/04/2004
Autore : Alessandra Nanni
Testata Giornalistica :
Dimmmi come punti e ti dirò chi sei. Il caso per definizione, è imprevedibile e incontrollabile chi è convinto di poterlo fare, ecco quello è un giocatore d'azzardo patologico. Un gambler come lo definisce all'americana il professor Davide Dettore, presidente dell'Associazione nazionale italiana di analisi e modificazione del coportamento che sabato e domenica scorsi ha tenuto a Gabicce il suo Congresso Nazionale incentrato sul gioco d'azzardo patologico. Relatore d'eccezzione quello che viene considerato il massimo esperto, il professor Robert Ladouceur, canadese. In Italia gli studi sono appena partiti, a differenza del "vizio" che sta invece quadagnando terreno alla velocità della luce. Così come nella nostra provincia, dove si può dire che il gioco d'azzardo sia davvero storia antica. Dove l'età si sta abbassando sempre di più grazie ai nuovi "impulsi" e dove anche le donne cominciano a fare la loro comparsa. "Il giocatore patologico spega Dettore - parte da una convinzione completamente sbagliata, quella cioè di poter controllare la propria vittoria. Un'illusione in cui il pensiero si fissa. E si finisce per perdere, sempre. La vincita saltuaria viene vissuta come un premio e il giocatore continua a giocare, nella speranza di essere premiato ancora". Il dottor Andrea Ronconi, psicoterapeuta riminese ne ha incontrati parecchi nella nostra zona di quelli che lui definisce "giocatori compulsivi". "Il nostro territorio non manca di ambiente dove potere osservare queste persone, i diversi Bingo, le corse ai cavalli nella vicina Cesena e nelle ricevitorie Sisal, Lotto e Superenalotto, il Keno a San Marino". Ma quali sono i campanelli d'allarme? "Sono diversi spiega Ronconi-
• Essere completamente assorbiti dal gioco d'azzardo e programmare la prossima giocata• Tendenza ad aumentare le puntate per arrivare allo stesso livello di eccitazione.
• Impossibilità di controllare, diminuire o interrompere le giocate.
• Percezione di irrequietezza e irritabilità durante i tentativi di riduzione.
• Vivere il gioco come fuga dai problemi, dal senso di colpa, dall'ansia o dalla depressione.
• Tendenza a aumentare la posta in gioco per rifarsi delle perdite.
• Dire bugie ai familiari ed ad altri per nascondere il coinvolgimento nel gioco.
Un comportamento che nel tempo potrà distruggere le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari. Minime ormai, le differenze fra sesso ed età. "Il gioco compulsivo coinvolge sia uomini che donne. Le donne sembrano più spesso gicare al bingo, al lotto e slot machine, mentre gli uomini al videopoker, ai cavalli, carte e roulette. Per quanto concerne l'età ho visto pazienti dai 20 ai 50 anni ma non sono dati generalizzabili". Quando si rivolgono allo psicoterapeuta?
Purtroppo queste persone tendono a chiedere un aiuto professionale solo quando il danno è già presente. Ma un giocatore con questi problemi può rivolgersi al Sert o alla consulenza specialistica privata. Spesso però questi pazienti si vergognano talmente tanto del loro disagio che un primo contatto via telefono o Internet può essere un buon inizio".
 

Alessandra Nanni
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