LA GELOSIA NELLA COPPIA: CONOSCERLA PER GESTIRLA MEGLIO
La gelosia è un emozione complessa che sembra di difficile definizione perché costituita da tante dimensioni e legata a diversi aspetti mentali e comportamentali che coinvolgono, allo stesso tempo, esperienze individuali e relazionali. La descrizione socialmente più condivisa della gelosia è “il modo di reagire alla percezione (e alla convinzione reale o presunta) che l’integrità della relazione sia minacciata da altri”. La letteratura scientifica ha definito e studiato diverse tipologie di gelosia; qui mi limiterò ad accennare ad alcuni aspetti di quella sentimentale ed amorosa. La gelosia può essere funzionale, cioè utile a motivare la crescita personale in rapporto alla persona amata in una prospettiva migliorativa, oppure disfunzionale, ossia inutile o nociva. In questo caso essa predispone, mantiene ed aggrava una situazione relazionale di disagio e conflittualità. La gelosia è un emozione comune al genere umano e caratterizza in misura differente ed in momenti diversi il ciclo di vita di una coppia. Essa insorge precocemente e, nonostante si presenti nella nostra cultura a tutte le età, sembra essere più pervasiva in adolescenza e nella prima età adulta. Questo dato può essere spiegato constatando nelle persone più mature una migliore capacità di utilizzare strategie più efficaci nella gestione della gelosia. La gelosia è una reazione emotiva consapevole nella persona che l’ha provata. Gli episodi reali o immaginari che hanno determinato la gelosia sono ben presenti nella mente del partner. Essa condiziona fortemente la percezione, i pensieri e la memoria. La sua manifestazione può accompagnarsi a modificazioni fisiologiche come sudorazione fredda, palpitazioni, agitazione, tremori, contrazioni muscolari soprattutto nella regione dello stomaco. Nelle situazioni più gravi e patologiche, l’esperienza di gelosia può contribuire a provocare nel partner reazioni comportamentali tanto distruttive da mettere in pericolo l’incolumità fisica della persona amata e/o del/della rivale. In questi casi la gelosia patologica (o delirante) può assumere risvolti drammatici e può essere considerata una manifestazione sintomatica di un disturbo più strutturato nella personalità del/della partner. La distruttività della reazione aggressiva è aggravata dal fatto che la persona gelosa spesso percepisce consapevolmente la sua incapacità di auto-controllarsi e di mediarne gli effetti, subendoli automaticamente. Tornando alle forme meno gravi della gelosia in amore, possiamo riconoscere alcuni dei fattori che possono essere considerati, in tempi diversi, le cause e le conseguenze dell’esperienza di gelosia: disagio emotivo che si manifesta attraverso le preoccupazioni eccessive, sospettosità, rimuginazione sui dubbi, paura di essere rifiutati, abbandonati, traditi, di rimanere da soli, senso di insicurezza personale ed incertezza circa la solidità della coppia, ipersensibilità alle critiche del partner, ecc. Sul piano più propriamente relazionale l’amore si modifica accompagnandosi a rabbia e disprezzo passando attraverso una gamma di stati emotivi molto forti ma altalenanti, cioè ambivalenti: da un estremo coinvolgimento ad un radicale distanziamento emotivo dal partner. In poco tempo, i dubbi di un partner possono determinare i sospetti nell’altro. I timori e le aspettative di essere traditi possono con maggior probabilità sostanziarsi in tradimenti reali per il semplice fatto di innescare un clima di sfiducia e tensione reciproci che viene amplificata dai tentativi di controllarla. Sul piano psicologico l’attenzione e la memoria si fanno sempre più selettive, concentrandosi sui ricordi e le immagini dolorose, o gli indizi esterni che “proverebbero” il tradimento. Ecco perché chi è geloso/a a dei livelli disfunzionali si sente (relativamente) sereno/a stando a casa, oppure frequentando sempre la stessa cerchia di amici/amiche fidate. La gelosia porta la coppia a tagliare i ponti con gli altri, con il mondo esterno evitando di fare nuove esperienze sociali. Gli spazi di libertà individuali possono essere fortemente condizionati dai timori eccessivi di chi vive con un partner patologicamente geloso/a. Ogni estraneo potrebbe essere il potenziale rivale, perciò lei/lui si sentirebbe più tranquilla/o evitando di farlo incontrare con la persona amata. Ma nella vita è assai improbabile potersi isolare totalmente dagli altri: quando la persona gelosa è “costretta”, in compagnia con la persona amata, a intrattenere una conversazione in presenza di un potenziale rivale, può reagire in una maniera abbastanza prevedibile. Mentalmente incomincia ad esaminare nei dettagli quegli aspetti che accendono in lui/lei il fuoco della gelosia come per esempio: sex appeal e bellezza fisica-estetica, intelligenza ed istruzione, tipo di personalità e carisma, successo professionale, situazione economica; ecc. Allo stesso tempo la persona gelosa controllerà ossessivamente gli sguardi, il tono della voce e gli atteggiamenti del rivale in relazione alla persona amata. Nell’illusione del controllo e della verifica, lei/lui avrà maggiori probabilità di percepire proprio quello che teme! Ovvero l’intenzione del rivale di conquistare la persona amata con comportamenti ed attenzioni che avrebbero lo scopo di sedurla. La persona eccessivamente gelosa può interpretare le risposte verbali ed altri comportamenti messi in atto dalla persona amata durante lo scambio comunicativo con il potenziale rivale, come atteggiamenti di apertura ed accettazione di quelle che sono state irrazionalmente interpretate come avances nel tentativo di sedurla.
C’è chi reagisce con strategie negative alla propria gelosia peggiorando la conflittualità e il disagio nella coppia: punizioni verbali, scenate in pubblico, ritorsioni sul piano affettivo e sessuale, allontanamento fisico, limitare la libertà dell’altro (anche solo minacciandola), fingere disinteresse per fare ingelosire anche il partner (pensando di riaccendere l’amore), ecc. Questi modi negativi anche se avessero, nell’immediato, l’effetto di scongiurare una separazione, a medio e lungo termine distruggono l’amore perché minano la stima e la fiducia reciproca, cronicizzando la crisi di coppia. Per le situazioni più gravi ci si può rivolgere ad uno psicoterapeuta, mentre per gestire al meglio la gelosia NON patologica può essere sufficiente attivare alcune strategie. Sarebbe opportuno apprendere l’attivazione di strategie positive per gestirsi al meglio la proprio gelosia come per esempio: aumentare le manifestazioni di affetto e di attenzione verso il partner; persuadere il partner comunicandogli in maniera serena, sincera e chiara che una certa situazione o comportamento ci provoca sofferenza; dargli dei suggerimenti concreti e circostanziati per farsi aiutare a tollerare la frustrazione e i dispiaceri quando ancora non si riesce a gestire questi stati emotivi penosi; superare il dispiacere, la paura, l’ostilità, l’insicurezza e sentimenti di sfiducia mostrandosi sereni ed affascinanti e ricoprendo di attenzioni quella persona che ci fa sentire inadeguati e che sembra non rispettarci. Per la persona molto gelosa le strategie positive possono risultare molto difficili da applicare poiché richiedono di fare l’opposto di quello che sono soliti e tendono fare con il proprio partner. Infine, la strategia positiva più sostanziale, che però richiede un impegno costante nel tempo, è quella di sviluppare consapevolezza delle distorsioni percettive e cognitive (memoria e pensiero) responsabili delle reazioni più negative della gelosia. Fondamentale è incrementare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità relazionali e comunicative. Anche la cura del corpo e del proprio aspetto estetico possono contribuire a prevenire episodi di gelosia eccessiva.