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Madre lavoratrice
Data : 08/05/2009
Testata Giornalistica : Rimini Donna, edito da Rimini Comunicazione srl
  

Non credo sia possibile parlare di madri lavoratrici senza accennare alla “conciliazione” fra i tempi del lavoro e quelli della vita privata, familiare e relazionale. La conciliazione implica la messa in atto di azioni che promuovono e sostengono l’organizzazione fra il tempo professionale e le responsabilità di cura, affettiva ed educativa della madre (e del padre!) nei confronti dei figli. Significa favorire la solidarietà fra partner, fra l’uomo e la donna, per migliorare la qualità della vita quotidiana fra i figli, la casa, il lavoro e il tempo libero. L'aumento di separazioni e divorzi, delle donne single, delle famiglie monoparentali con figli, l'innalzamento dell'età media del matrimonio e del primo figlio non hanno comportato per le donne alcuna riduzione delle responsabilità familiari e di cura. La conciliazione non è solo un fatto privato, ma anche sociale. Negli ultimi anni vediamo l’aumento di servizi di custodia dei bambini e di assistenza alle altre persone a carico, di congedi parentali, di tempi di lavoro più flessibili, part-time per entrambi uomini e donne, servendo sia gli interessi dei datori di lavoro che dei lavoratori e, per alcune donne, di job-sharing. Le mamme lavoratrici dedicano gran parte del loro “tempo libero” anche alle cure dei figli. Considerando i vincoli temporali di una giornata, da quando ci si sveglia a quando si va a dormire, l’accento e le attenzioni vanno per forza di cose sulla qualità del tempo trascorso con i figli piuttosto che sulla quantità. Nei momenti in cui la madre ha la possibilità di stare con i figli è importante che sia emotivamente ed affettivamente presente, focalizzando al massimo l’attenzione sulle loro richieste e bisogni. Sarebbe meglio che una madre riuscisse a svolgere quelle attività che riguardano la cura della propria persona e quelle sociali extrafamigliari in assenza dei figli. Tante sono le madri che, per la lontananza da casa del luogo e per il tipo di lavoro che svolgono, sono impossibilitate a star vicino ai propri figli come invece vorrebbero, esse potrebbero sentirsi inadeguate o addirittura in colpa percependosi delle “cattive mamme”. Essere a tutti i costi una “brava mamma” può rispondere al mito della perfezione che è l’effetto di aspettative sociali irrealistiche, che non tengono conto dei contesti e delle situazioni di vita reale delle persone. Altre attività come, per esempio, quelle domestiche possono in certe situazioni essere combinate con i comportamenti ludici del bambino che magari coinvolgano anche il papà. I bisogni di auto-realizzazione della lavoratrice dovrebbero essere conciliati con quelli dei figli che chiedono attenzioni, amore e cure. Purtroppo quando la donna subisce le eccessive richieste dagli altri (routine domestica ed impegni familiari quotidiani, esigenze lavorative, richieste di aiuto da parte di parenti, ecc.) può verificarsi una situazione stressante e potenzialmente nociva per se stessa e per i figli. Gli effetti dello stress potrebbero ripercuotersi anche sulla qualità della vita relazionale e lavorativa. Nelle situazioni più stressanti la donna automaticamente rivolgerà attenzioni ed energie alle proprie preoccupazioni, ma spesso con la difficoltà di farcela da sola nel tentativo di riprendersi il senso di padronanza del proprio tempo e ripristinare la realizzazione anche dei più semplici bisogni individuali. In simili situazioni il sostegno informale dei parenti e delle persone a lei vicina è di vitale importanza per evitare l’apertura di una crisi che potrebbe coinvolgere tutto il sistema familiare. Il marito o il compagno è la prima risorsa che potrebbe essere riconosciuta ed attivata nel tentativo di gestire lo stress degli impegni quotidiani, seguono i parenti e gli amici. Si diviene donne come si apprende ad essere genitori, le abilità organizzative per la gestione dei figli e gli impegni lavorativi insieme alle capacità di risolvere le problematiche che caratterizzano l’arco della vita di una coppia e di una famiglia si posso imparare.     

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