Dr. Andrea Ronconi Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo psicologia-sessuologia.it®
  Consultorio di Psicologia e Sessuologia
Home page
Chi è il dottore
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12

Per fissare un appuntamento
+39 335 6300997
Per contattare il dottore
Libere comunicazioni
info@psicologia-sessuologia.it
Chatta con il dottore
ronconiandrea@hotmail.com
          Dillo ad un amico
          Aggiungi tra i preferiti
Servizi on-line
Consulto via E-mail
Consulenza telefonica
VideoConsulenza
Linee guida: prestazioni on line
Intervista rilasciata all'Ordine degli Psicologia Regione Emilia Romagna
SERVIZIO PSICOLOGICO PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO
Stampati
Pubblicazioni specialistiche
Rassegna stampa
Altre pubblicazioni
Infertilita' & PMA
Premessa
La condizione infertilità
Durante il trattamento PMA
In attesa degli esiti
Fallimento del ciclo di PMA
Gravidanza da PMA
Corsi per Coppie
con difficoltà procreative
PMA collaborazione fra psicologi
Psicologia e PMA

In evidenza
Shopping compulsivo deluxe
Vaginismo "secondario"
Desiderio nella Coppia in Crisi
L'amore interferisce con lo studio?
La casa che c'è in noi
Dismorfofobia e Problemi Estetici
Seduzione
Tradimento Stagionale
Madre lavoratrice
Terapia Sessuale
Gelosia nella Coppia
Ragazze: la prima volta
Assertività, per stare meglio
Amore: chiarirsi i dubbi
Problemi di Coppia
Innamoramento omosessuale
Masturbazione compulsiva
Tradimento e fiducia di coppia
Comunicazione di coppia
Psicoterapeuta e il medico di base
Anorgasmia?
Tradimento e cognati
Corteggiamento e ruoli di genere
Scegliere il partner
Separazione
Eiaculazione precoce
Desiderio sessuale
Intervista SANISSIMI


Dismorfofobia e Problemi Estetici
Data : 10/10/2009
Testata Giornalistica : Rimini Donna, Edito da Rimini Comunicazione srl
 
Il viso è la parte del nostro corpo che più di altre veicola segnali e messaggi durante la comunicazione verbale e non verbale. Attraverso il volto comunichiamo emozioni, affetti, intenzioni e sul volto degli altri li andiamo a cercare, a leggere. L’espressione del nostro viso si sostanzia nel tempo dell'intera vita e parla in vari modi di noi e delle nostre esperienze passate, in virtù delle persone con cui ci troviamo a interagire in situazioni e contesti sociali diversi. È il volto la porzione del nostro corpo che viene principalmente ricordata dalle persone che incontriamo e infatti assume una rilevanza speciale per la rappresentazione che gli altri si fanno di noi e del nostro modo di essere. Quando una persona subisce un giudizio negativo e a esserne colpita è la propria immagine sociale, allora prova vergogna (“perde la faccia”), come se fosse stata minacciata e offesa l’integrità della sua stessa identità. Il volto è una mappa e l’attenzione dell’interlocutore durante una conversazione si concentra sulla zona labiale e oculare. La mimica facciale ci aiuta a comunicare quei significati non chiaramente o completamente rappresentati dai contenuti verbali. La forma delle labbra, degli occhi, del naso, delle sopracciglia e la distanza tra loro possono rappresentare schemi morfologici che condizionano, oltre la percezione di un certo standard di bellezza estetica, lo sviluppo di una “percezione illusoria”. L’illusione è dovuta alla falsa credenza per cui l’aspetto estetico possa corrispondere e rappresentare i tratti più profondi della personalità. È anche vero però che chi si presenta con un bel viso può godere di vantaggi sociali maggiori rispetto a chi è considerato meno attraente, come per esempio fare esperienze relazionali più soddisfacenti e avere relativamente più chance in campo professionale. Un viso più o meno attraente può facilitare o rendere relativamente difficoltose, almeno di primo acchito, la socializzazione in generale e lo sviluppo di rapporti affettivi in particolare. Ma avviene anche che persone con un viso straordinariamente bello sviluppino, in chi vorrebbe avvicinarle, timori e incertezze che in certe situazioni possono ostacolare un
approccio.Queste conoscenze sono ben padroneggiate dagli operatori della moda e dello spettacolo, dalle estetiste, dai consulenti d’immagine. La maggioranza delle persone che si rivolgono all’estetista e al medico estetico per migliorare il proprio aspetto sono spinte a farlo per ragioni e aspettative del tutto sane. Le persone che hanno subito devastanti trasformazioni del proprio aspetto estetico conseguentemente a incidenti possono contare sulla ricostruzione del viso grazie ai chirurghi plastici. Il lavoro dei chirurghi, combinato con il sostegno di uno psicologo competente, può aiutare i pazienti a riattivare le relazioni sociali improvvisamente interrotte dall’evento traumatico, il re-inserimento sociale e professionale. Ci sono poi persone che si rivolgono al chirurgo plastico motivate da uno scopo esclusivamente estetico. Fra queste c’è ne sono alcune che presentano dismorfofobia, un disturbo preciso e facilmente individuabile. Questi pazienti vivono nell’ossessione di aver un difetto fisico che per tale motivo devono a tutti i costi riparare o eliminare. Persone che dopo svariati interventi di chirurgia plastica, al viso per esempio, rimangono profondamente insoddisfatte del proprio aspetto estetico, indipendentemente dall’evidenza e dalla qualità degli esiti dei trattamenti medici. Semplificando, ecco alcuni criteri diagnostici del “Disturbo Somatoforme tipo Dismorfismo Corporeo”: l'apprensione continua per un presunto difetto nell’aspetto fisico soprattutto quando l’importanza data a una piccola anomalia diventa davvero eccessiva. L’intensità del disagio è tale da compromettere, in una certa misura, la qualità della vita relazionale e sociale o lavorativa. La preoccupazione legata al difetto fisico ed estetico non risulta meglio attribuibile ad altre problematiche psicologiche. La semplice insoddisfazione per il proprio aspetto diviene patologica quando i pazienti credono che gli altri riconoscano le presunte deformità o inestetismi fino a un grado di preoccupazione e ossessione che porta all'autoisolamento. Queste persone possono passare diverse ore a controllare il proprio aspetto fisico allo specchio perdendo tempo utile per altre attività quotidiane e alimentando vertiginosamente i dubbi sul proprio aspetto estetico. Altre possono evitare lo specchio perché consapevoli degli effetti di aggravamento della sintomatologia. Ma gli stessi che riescono con grande fatica a evitare di controllarsi allo specchio, possono pettinarsi i capelli in continuazione o dedicarsi alla eliminazione compulsiva dei residui piliferi o degli inestetismi della pelle. Di solito l’esordio della dismorfofobia si ha in adolescenza quando l’immagine di sé e la propria identità non sono ancora definite e si vivono continui mutamenti del corpo. Se non curato, con i cambiamenti estetici legati all’avanzare dell’età il disturbo dismorfofobico può portare il paziente ad aumentare i rituali di controllo e le compulsioni. La psicoterapia cognitiva e comportamentale si è dimostrata efficace nel dipanare i dubbi e le preoccupazioni eccessive, come pure nell’estinguere comportamenti ripetitivi.

 

Torna indietro
Sito realizzato da Ad Hoc Netwrok s.r.l. | info@adhoc.net